Pubblicato per una piccola stamperia di Torino nel 1988 da Aristide Universo, probabilmente uno pseudonimo, narra del testimone della Shoah, il chimico italiano, scrittore di racconti fantascientifici come le antologie ‘Storie Naturali’, ‘Vizio di Forma’ che dopo essersi suicidato si ritrova alla deriva come essenza nello spazio profondo in un reticolo di realtà in cui lui stesso risulta essere incarnato nell’ufficiale chimico a bordo di un’astronave al soldo di forze multinazionali alla ricerca di una energia infinitamente rinnovabile e potente, l’energia Memefattorica: l’immaginazione.
Un romanzo che ha la caratteristica inquietante, peculiare e morfologica di farsi dimenticare!